CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione di Voghera

ARRAMPICARE AL VALLASSA


Breve guida alle vie d’arrampicata sull’arenaria dell’Oltrepò

Aggiornamento del 2016
A cura di Gilberto Garbi

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Vallassa com’é

Il Monte Vallassa, posto a cavallo tra le valli Staffora (Pavia) e Curone (Alessandria), è costituito da un’elevazione coperta da boschi, che culmina in una vetta rocciosa a 752 metri slm (quota IGM). La vetta di questa montagna rappresenta il culmine di una dorsale che, in linea d’aria, si sviluppa per circa tre chilometri avendo, come estremità, ad est una sommità boscosa (664 metri di quota) prospiciente Bagnaria e ad ovest il Monte Pènola (694 metri), proprio sopra Brignano Frascata. Sul versante settentrionale domina il bosco, su quello meridionale, invece, si affacciano, sebbene con differenti orientamenti, rocce e falesie. Sotto la vetta del Vallassa si trova la cascina -ora agriturismo- Guardamonte e, forse per questo, a molti il luogo è noto come 'balze di Guardamonte'. Questa recensione tuttavia, più che della vetta del Monte Vallassa e di altre strutture satelliti, si occupa di quelle falesie che si notano da Varzi e dalla Valle Staffora e che gli scalatori chiamano Primo, Secondo e Terzo Picco. Si tratta di rocce sedimentarie visibilmente stratificate, emerse dai bassi fondali dell’oceano che qualche decina di milioni di anni fa occupava questi luoghi; dunque arenaria perfetta, sabbia di mare che costantemente -per la gioia di chi arrampica- si libera da quella massa compatta che qui, eufemisticamente, definiamo roccia.

Monte Vallassa da sud


Vallassa - accessi in auto e ai settori d’arrampicata

Al versante meridionale della montagna si può accedere indifferentemente da Voghera o da Tortona. Da Voghera si risale la Valle Staffora fino a Bagnaria, si attraversa a destra il ponte sulla Staffora e, superando Moglia e Coriola, si giunge sotto il Terzo Picco. Qui, a sinistra, un’evidente zona di parcheggio dà accesso al rifugio Rossi (dal ponte, poco più di 3 km). Un sentiero, in pochi minuti, permette di salire direttamente al settore del cosiddetto Caminone. Si può anche proseguire brevemente, in auto, fino a superare prima un tornante a destra quindi uno a sinistra; da questo punto, lasciata l’auto, si imbocca una carrareccia che porta direttamente alla falesia del Paranco, che funge da zoccolo al Secondo Picco. Se invece si intende salire alla cengia mediana per i settori Primo Picco, Terrazze, Anfiteatro delle cimici e Spigolo giallo, non appena la carrareccia imboccata presso il tornante si trasforma in sentiero e si appiana tenere a sinistra la traccia che sale in diagonale. Da Tortona, invece, percorsa la valle Curone fino a San Sebastiano si valica a sinistra il ponte sul torrente (Curone appunto), si prosegue fino a Musigliano (4 km da San Sebastiano) e, oltre il piccolo cimitero, ancora a destra e a mezzacosta fino a superare la diramazione asfaltata che, a sinistra, conduce alla cascina-agriturismo Guardamonte, proprio sotto la vetta del Monte Vallassa. Proseguire, dunque, finchè la strada, dopo un breve tratto in piano, inizia a scendere: poco prima del tornante si scorge a sinistra la carrareccia per il settore del Paranco.

Muoversi nel Vallassa - Raccomandazioni

L’ambiente in questione ha, naturalente, i suoi proprietari, nei confronti dei quali i frequentatori sono degli ospiti. Graditi se educati, diversamente mal sopportati o contestati e messi al bando. Sarà bene, quindi, non sporcare né abbandonare alcunchè; del resto in natura gli stessi mozziconi di sigaretta lasciati per terra -benché spenti- sono del tutto fuori luogo. Non parliamo poi di etichette, fazzolettini o strisce di cerotto, magari graziosamente appallottolate... Dell’abbandono di altri rifiuti non è neppure pensabile che i frequentatori del Vallassa si rendano responsabili, perciò tanto vale soprassedere. Personalmente auspico che i sentieri dei boschi siano percorsi a piedi; il sistematico passaggio delle ruote di bici fuoristrada, ancor più se frenate, sul terreno boschivo produce scorticamento del suolo e compressione, che hanno come rispettive conseguenze infiltrazioni e ruscellamento dirompenti e impermeabilizzazione, effetti che non rappresentano un vantaggio ma un degrado per il bosco e per la proprietà. Del resto, per chi ama pedalare, non mancano occasioni di divertimento sulle numerose carrarecce esistenti ove, sia detto per inciso, è invece vietato il transito dei mezzi motorizzati. Un’altra azione vietata -per legge e su tutto il territorio nazionale- è la raccolta dei fossili, siano essi liberi o incastonati nella roccia, dalla quale tra l’altro non si riuscirebbe a staccarli (intatti) nemmeno con un’operazione chirurgica! Come si vede, sono almeno due le ragioni per astenersi da ogni tentativo di questo tipo.

L’arrampicata

Questa recensione costituisce il repertorio delle vie che, risistemate o preparate ex-novo nell’arco degli ultimi quindici anni, si sviluppano nella zona del Primo, del Secondo e del Terzo Picco; tutte presentano un’attrezzatura a fittoni resinati e moschettone di calata. Altre vie sono in fase di preparazione e saranno oggetto di futuri aggiornamenti. Si tenga presente che i settori sono orientati ad est-sud-est, si arrampica ad una quota di circa 700 metri slm e che, dunque, le situazioni estreme di caldo e, soprattutto, di freddo vanno considerate di conseguenza.
I gradi sono espressi in scala francese; accanto, sono indicati i preparati necessari al tiro stesso.
E’ pressochè conclusa una guida di tutto il comprensorio con i massi sparsi nel bosco, i sentieri che lo percorrono, gli itinerari di arrampicata anche della zona di vetta e del Pènola.
Un doveroso ringraziamento per tutto il lavoro svolto -oltre al sottoscritto, che non nega le proprie responsabilità- va a Luigi Achilli, a Luciano Rizzi, a Claudio Vigani, a Elio Guastalli, ad Andrea Canepa, a Carlo Cabella e Giorgio Consogno. E, perché no? anche a Fulvio Balbi.

Attenzione! L’arrampicata è uno sport potenzialmente pericoloso, chi lo pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le informazioni riportate nella presente recensione devono comunque essere verificate e valutate da persone esperte prima di intraprendere qualsiasi scalata.


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PRIMO PICCO – settori d’arrampicata
I - Parete SSO e Paretina nera

SECONDO PICCO – settori d’arrampicata
II - Le terrazze, Anfiteatro delle cimici, Spigolo giallo
III - Paranco
IV - Panettone
V - Sipario

TERZO PICCO – settori d’arrampicata
VI - Prua
VII - Rampa
VIII - Caminone
IX- Carmen Russo
X - Cervello

Monte Vallassa